CROWDFUNDING

58% Complete

Caro Pubblico di Merda, cari amici e cari fans tutti, è arrivato il momento di dimostrare a Freak la vostra infinita generosità (non fate le lime come al solito) per regalargli una statua vera, di quelle durature, un simbolo capace di rappresentarlo per le sue idee e la sua arte, ma allo stesso tempo per ricordare a tutti noi di lottare sempre per quello in cui crediamo! Freak ringrazia anticipatamente!!!

TOILET 1°

I Pistoni Roventi, l’organismo supremo che da sempre governa gli Skiantos, dopo avere opportunamente consultato i famigliari più stretti e averne ottenuto l’approvazione, hanno deciso di supportare il progetto proposto dallo scultore Daniele Rossi, coadiuvato in questa follia da Corrado Marchese e Mattia Dorici: TOILET 1°, Una statua per Freak...

Download Progetto
RACCOLTA FONDI

In occasione del terzo anniversario dalla sua scomparsa, lanciamo ufficialmente la raccolta fondi per poter finanziare in maniera autonoma e trasparente la realizzazione della statua. Fin dall'inizio, assieme allo scultore, abbiamo pensato che per ricordare Freak in maniera significativa e coerente con le sue idee, per onorare la sua 'arte' e nel rispetto di tutti quelli che, proprio per questi motivi lo hanno amato, fosse il suo "PUBBLICO DI MERDA", attraverso un Crowdfunding collettivo, a farsi carico della realizzazione di questo progetto.

LARGO ALL'AVANGUARDIA

Non sveliamo per il momento il luogo dove sarà collocata la Statua, ma la collaborazione con l'Amministrazione, affinchè la statua diventi anche un simbolo capace di offrire un preciso segnale di orgogliosa identità culturale, è stata fondamentale per individuare una prestigiosa e significativa location! Spetta a noi adesso raggiungere l'obiettivo!!!!

-

-

UNA STATUA PER FREAK: TOILET 1°

Pregiato marmo di Carrara cavato dalla sua sede millenaria a colpi di sega, dinamite e bulldozer non già per umiliarlo ma per restituirlo alla sua bellezza intrinseca questa volta a colpi di carezze, moine e sudore da parte di chi ne conosce le più nascoste venature, di chi sa vincerne la naturale ritrosia a mostrarsi e lo accompagna amorevole sul proscenio buzzurro capace, più o meno, di sintonizzarsi sull’onda magnetica della meraviglia. Il frutto dei sentimenti incanalati negli strumenti biologici, muscoli tendini mani e cervello dello scultore, hanno prodotto un Freak delicato nei tratti e raffinato nel beffardo inchino all’amato “pubblico di merda”. Ma non c’è presunzione nel gesto, lo testimonia l’umile pulpito; a proposito del quale ci si potrebbe domandare se Freak ci si trovi di propria volontà o in qualche modo ci sia stato infilato. Crediamo siano vere entrambe le cose, chi ha conosciuto Freak sa bene che il luogo preferito della casa, il posto in cui trovare ispirazione con metafisico contatto era proprio il bagno, e il water con le sue funzionalità collegate hanno avuto spesso rappresentazione nelle sue canzoni, scritti, spettacoli. E’ quindi con compassata irriverenza che egli ci saluta dal manufatto che tutti ogni giorno frequentiamo con apprensione e con soddisfazione. Ma il water è anche il ricettacolo di rifiuti per antonomasia sia praticamente che metaforicamente, e tranne pochi illuminati la maggioranza lo ritiene luogo negletto in cui gettare tutto ciò che si ritiene puzzolente, schifoso, comunque indegno per la vista e per il gusto. In questo senso si potrebbe pensare ad un Freak incompreso nel suo ostinato e demenziale anticonformismo, gettato via per la sua capacità di scegliere percorsi del linguaggio lungo cavedagne divertenti piuttosto che autostrade inutilmente impegnative. Ma a noi questa seconda visione piace poco e per fortuna lo scultore ci viene in aiuto applicando alle spalle di Freak un bellissimo jet-bag, seppure di prima generazione, che riporta il Vate in alto su nello spazio lontano da fogne e pantegane e più vicino a quei sogni che ha sempre cercato di tradurre in realtà a volte anche con qualche scorretto artificio.

IL CONTESTO

Sulla pista 2 dell’astroporto di Bologna i finissimi marmi dell’astronave TOILET I° rilucevano nell’alba colpiti dai primi raggi di un sole malaticcio. Il nuovo giorno stava sorgendo, come uno dei tanti di quell’anno 2017, avvolto nell’aura cupa della distorsione temporale che aveva colpito la Terra negli ultimi otto lustri. Finiti gli anni ‘70 del XX secolo il terzo pianeta del sistema solare fu investito da un’onda cosmica di oscura natura i cui effetti gli scienziati francesi denominarono “DE JA VU’”. Da allora non ci fu più modo di uscire dal loop della “RCP” (Ripetizione Costante del Passato) in ogni campo dello scibile, nulla di nuovo era più comparso negli ultimi quarant’anni all’orizzonte mentale degli umani, solo qualche indistinto miraggio di insignificanti innovazioni tecnologiche aveva alimentato la speranza nei più giovani, principali e inconsapevoli vittime del malefico flusso cosmico. L’azione delle particelle di materia sconosciuta agiva infatti in maniera devastante sulle ingenue cellule dei cervelli in erba mentre si attenuava via via in presenza di cellule invecchiate o sfinite dall’esercizio vitale. Alla soglia del cosiddetto “Rincoglionimento” gli umani potevano dirsi immuni, ma non tutti, anzi moltissimi “Rincoglioniti” nonostante il vantaggio biologico erano ugualmente stregati dal “DE JA VU’”. In campo artistico parole come “Revival” “Cover” “Vintage” “Copia e Incolla” “Riscoperta” la facevano da padrone nel linguaggio e nei fatti.

...

Osannare fino alla nausea gli artisti del passato era l’artificio per svendere cultura senza fatica e a costo bassissimo. In campo sociale il ritorno prepotente della medievale filosofia del “Io sono! e tu non conti niente” stava ammucchiando i peones del mondo nell’angolo più fetido del ring planetario sotto la granaiola di colpi di pochi Tyson ipertrofici. Scienza e tecnologia erano diventate le serve della gleba dei Principi Banchieri e dei Predoni delle risorse naturali del vecchio pianeta. Infine a coronamento di un’epoca frizzante di novità come la besciamella fredda ci fu il fattaccio brutto che tagliava le gambe ad ogni speranza di cambiamento. Un triste giorno fu accoppata l’IRONIA sulla pubblica piazza e l’assassino non si prese nemmeno la briga della fuga o dell’anonimato, la REALTA’ impunita, sfacciata, arrogante, drogata di De Ja Vù se ne stava accanto al cadavere sotto gli occhi elettronici dei moltiplicatori di banalità con la Colt laser nelle mani, finalmente era riuscita a beccarla quella stronza anarchica, sempre allegra, sfuggente, irridente, sbeffeggiante nonché bellissima. L’astronave TOILET I° era stata predisposta da pochi lucidi rincoglioniti per l’arditissima missione di distruggere la fonte cosmica dell’anomalia temporale, ma il destino a forma di zeppa si era infilato tra i raggi della bicicletta. A causa di un disguido postale il Tenente Freak, l’unico in grado di compiere la missione, era partito anzi tempo e per i fatti suoi per le profondità siderali. Ora ai peones terrestri non rimaneva che pregare, coi lucciconi agli occhi davanti alla marmorea opera, che egli riuscisse comunque a portare a termine la missione anche senza quella nave per lui costruita.

(Jimmy Bellafronte, membro fondatore degli Skiantos)

LA PROPOSTA DI DANIELE ROSSI

“Sono uno scultore e seguace di Freak Antoni, e vi contatto con il fine di illustrarvi il mio progetto di realizzare un monumento (ovviamente non monumentale!) in onore del poeta suddetto. La sua opera e la sua figura sono forse la più importante testimonianza di un’epoca e di una generazione che ha avuto il torto di non conformarsi alle leggi del mercato, e che è quindi stata fatta da parte. Ho sempre avuto una specie di empatia monodirezionale con Freak. Arrivavo al punto di imitarne gli atteggiamenti, sentivo che una parte di me era Freak. Albergava in me un Freak personale con cui mi relazionavo ed a cui facevo appello nei momenti di dif coltà. Un lato della mia personalità strumentale alla difesa dall’incomprensione, che mi aiutava ad essere coerente ed arrischiato, puntuale ed idiota, sicuro e pieno di dubbi, ma sopra ogni cosa, me stesso. Proiezione mentale, amico immaginario, parente interiore difensore autoreferenziale dell’arte pura, questo era il Mio Freak! Solo dopo la sua morte ho capito che era reale, che l’amico non corrisposto era di carne ed ossa, che era esistito là fuori e non lo avrei mai più incontrato. La sua dipartita è stata un lutto, io gli ero così solito, e lui aveva lasciato un vuoto, anche di memoria, dato che aveva pagato con l’emarginazione la sua indipendenza. Da questa frustrazione, con un sentimento di rivalsa, è nata la necessità di rendere omaggio e fissare la memoria di chi mi guidava nell’incertezza e tra la solitudine, i cui principi continueranno ad ispirare e confortare coloro che con ostinazione si contrappongono alla mediocrità.”

con il contributo dell' Officina d'Arte Ponte di Ferro

LA REALIZZAZIONE

Tre fasi operative, distinte e sequenziali:

  • PROGRAMMAZIONE CAM

    In ambiente virtuale si pianifica la strategia di lavorazione per il blocco di marmo, poi eseguita dal robot a controllo numerico.

  • LAVORAZIONE CNC

    Un robot antropomorfo traspone il modello virtuale nella realtà. Dal blocco grezzo si arriva fino all’80/90% della risoluzione finale.

  • RIFINITURA MANUALE

    La rifinitura costituisce la fase più importante della realizzazione di ogni scultura e deve essere eseguita rigorosamente a mano. Da essa dipende il livello di dettaglio e di conseguenza la riuscita complessiva dell’opera.

responsive devices

L'ASSOCIAZIONE!

L’Associazione, costituita dalla famiglia di Roberto con alcuni dei tanti amici di Freak, fungerà da garante della Raccolta Fondi per la realizzazione di Toilet 1°. Le donazioni potranno essere fatte direttamente tramite Paypal (comprese le carte di credito) oppure con Bonifico Bancario sul conto corrente dell'Associazione (IBAN IT71G0638502406100000005634 Associazione WeLoveFreak). Ogni donazione (min. 10 €) varrà anche come quota associativa per l'anno in corso.

Come iscriversiStatuto e Benefits
responsive devices
  • Paolo Brego

    "Al funerale di Baudelaire un acquazzone estivo mise in fuga buona parte dei pochi presenti... Ma “Les Fleurs” profumano ancor oggi. Ciao freak..."

    Paolo Brego.

  • Mirko

    "Non ho parole, non ho parole, non ho parole ma... in certi casi è meglio non averne." E non incazzarti se potrai leggere tutto il bene che ora scrivono di te giornali che poco o niente prima ti hanno considerato. E so che lo faresti."

    ;-) Mirko.

  • Giuseppe Perna

    "Eh si ci lasci cosi'... col tuo insuccesso latente, con la tua cultura irriverente, con la tua genialità demente !!!"

    Giuseppe Perna

  • Omar Monti

    Hai fatto bene ad andare...in Italia non c'è gusto ad essere intelligenti!"

    Omar Monti

Sostenete l'Associazione

Se siete già iscritti, effettuando il login potete accedere direttamente alla pagina degli Associati (siano essi Funcooler o Dementi rilevanti) per:
1-Aggiornare i vostri dati
2-Pagare direttamente la quota annuale di Iscrizione all'Associazione
3-Fare (a vostra discrezione) una donazione
4-Prendere visione (in anteprima) delle iniziative in corso
5-Segnalare e/o inviare materiali (foto, video, disegni, oggetti) che possano essere inseriti nell'Archivio di Freak
6-Proporre iniziative a ricordo di Freak.

Contribuite alla crescita della comunità
Iscrivetevi all'Associazione

Se invece non siete ancora iscritti, ecco l'occasione per dare un senso tangibile al vostro 'amore' per Freak

Partecipate ai progetti in memoria di Freak